LA STORIA DELLA DANZA

La danza e la madre di tutte le arti. La musica e la poesia esistono nel tempo, la pittura e la architettura nello spazio. Ma la danza vive contemporaneamente nel tempo e nello spazio. Prima di affidare le sue emozioni alla pietra, al suono, uomo si serve del suo corpo per organizzare lo spazio e ritmare il tempo.

La danza è la prima espressione artistica del genere umano perché ha come mezzo di espressione il corpo. Tutte le altre arti infatti prevedono l'uso di oggetti che fungono da strumenti, ad eccezione del canto che, come la danza, si avvale di uno strumento corporeo.

La danza ha le origini molto antiche gia dai tempi dei greci e dei romani, e ha sempre aiutato l’uomo ad esprimere se stesso a comunicare con gli altri. La danza è una forma d’arte molto comunicativa non solo tramite i balli ma soprattutto tra la comunicazione dei ballerini, della loro emozione, stati d’anima e sentimenti che trasmettono agli spettatori.

La storia della danza si occupa dello sviluppo - nei secoli e nelle varie parti del mondo - di questa particolare forma di espressione artistica che si serve del movimento del corpo sulla base di un ritmo interno, che puo essere suggerito o ispirato da fonti musicali. La disciplina storiografica riguardante la danza tuttavia è di origini relativamente recenti.

La danza è parte integrante dei rituali, è forma di preghiera, è momento di aggregazione della collettività nelle feste popolari e occasione di aggregazione tra le persone in generale. Nel corso dei secoli è sempre stata lo specchio della società, del pensiero e dei comportamenti umani. Inoltre la danza è l’unica arte che si avvale insieme del tempo e dello spazio.

La danza è la prima espressione artistica del genere umano perché ha come mezzo di espressione il corpo. Tutte le altre arti infatti prevedono l'uso di oggetti che fungono da strumenti, ad eccezione del canto che, come la danza, si avvale di uno strumento corporeo.

La danza è parte integrante dei rituali, è forma di preghiera, è momento di aggregazione della collettività nelle feste popolari e occasione di aggregazione tra le persone in generale.

La danza accompagna la storia della civiltà umana a partire dall'epoca preistorica fino al consolidamento delle prime civiltà stanziali acquistando un ruolo rilevante soprattutto in Grecia.

Verso la fine del secolo XIV in tutta Europa si diffuse la danza macabra, praticata nei pressi dei cimiteri tanto dal popolo che dai nobili.

La danza accompagna la storia della civiltà umana a partire dall'epoca preistorica fino al consolidamento delle prime civiltà stanziali acquistando un ruolo rilevante soprattutto in Grecia.

Qui si svilupparono numerose tipologie di danze, classificate dagli storici in tre categorie:

• Danze guerriere, Danze religiose, Danze profane.

Durante il Medioevo la danza, che in un primo periodo era praticata anche all'interno degli edifici religiosi come parte dei rituali e accompagnamento dei canti, subi la condanna della autorità ecclesiastiche che vedevano nella sua pratica il pericolo della lascività dei costumi, data l'ostentazione del corpo in movimento e il tipo di comunicazione prettamente visiva che si andava contrapponendo a quella orale-uditiva dei predicatori.

Verso la fine del secolo XIV in tutta Europa si diffuse la danza macabra, praticata nei pressi dei cimiteri tanto dal popolo che dai nobili.

Durante il Rinascimento nelle corti italiane si sviluppo una forma ricercata di ballo che prevedeva norme da seguire e un certo studio di passi e movimenti.

La danza infatti era ritenuta una vera e propria forma di educazione. La danza dei nobili era di diretta derivazioone da quella del popolo, ma veniva trasformata secondo le regole del perfetto cortigiano: la compostezza, l’atteggiamento nobile, le convezioni sociali della cavalleria e della galanteria.

Nel 1581 presso la corte di Francia nacque il primo balletto della storia, il Ballet Comique de la Reine composto di brani recitati, danzati e cantati. Ma solo nella seconda metà del XVII secolo in Francia, da Luigi XIV, che amava molto danzare ed esibirsi in prima persona negli spettacoli di corte, tanto che fu chiamato "Re Sole" per essersi esibito come "Sole nascente" nel Ballet Royal du Jour et de la Nuit del 1653, su musica di Giovanni Battista Lulli.

Egli nel 1661 promosse la nascita dell’Acàdemie Royale de Danse in seno all’Acàdemie de Musique, istituzioni preposte alla definizione delle regole inerenti a queste arti. Le convenzioni sociali e le regole formali erano essenziali alla corte del Re Sole, questo spiega il gran lavoro di codificazione delle Accademie.

Con la costituzione dell’Accademia francese prese avvio la danza con le caratteristiche di dipendendere da norme codificate.

Nascie LA DANZA CLASSICA , detta anche accademica, con la universalmente in lingua francese.

In Settecento il pensiero illuministico spingeva verso la natura, l’abbandono dell’artificio, la ricerca degli aspetti più genuini, il ritorno dell’umanità alla sua essenza, non condizionata dalla civiltà. Nella seconda metà Jean-Georges Noverre in Francia e Gasparo Angiolini in Italia si adoperarono per la riforma degli spettacoli coreutici contemporaneamente al tedesco Christoph Willibald Gluck

Per quanto riguarda gli spettacoli teatrali le forme in voga erano la tragédie-ballet, la comédie ballet, l’opéra-ballet, tutte forme dove poesia, danza e musica erano parte integrante dello spettacolo ma in compartimenti separati: il momento della recitazione, quello del canto e quello delle danze non interagivano mai tra loro.

Le scenografie usavano linee diagonali e cos doveva essere per gli atteggiamenti ì de ballerini, che vennero spinti ad assumere le posizioni dette in épaulement (con una rotazione del busto in linea diagonale).

Le danze si volsero sempre di più a una cura eccessiva della forma, a scapito dell'espressione. La cura principale era indirizzata all’eleganza delle linee e a creare passi sempre più complessi per stupire il pubblico. Nacque così una forma di "divismo" da palcoscenico analoga a quella dei cantanti lirici coevi e la danza scadette nella pura esibizione del virtuosismo tecnico, divenendo un’arte quasi circense, molto artificiosa.

Ma il Settecento è chiamato “il secolo delle riforme”, perché in ogni campo si sentiva l’esigenza di uscire dai canoni pre-costituiti, codificati e artificiali e di riferirsi maggiormente alla natura dell’uomo.

Il pensiero illuministico spingeva verso la natura, l’abbandono dell’artificio, la ricerca degli aspetti più genuini, il ritorno dell’umanità alla sua essenza, non condizionata dalla civiltà. Perciò l’Illuminismo spingeva anche alle riforme in ogni campo. Per la danza, nella seconda metà del Settecento Jean-Georges Noverre in Francia e Gasparo Angiolini in Italia si adoperarono per la riforma degli spettacoli coreutici contemporaneamente al tedesco Christoph Willibald Gluck che operò per la riforma del Melodramma. Per il desiderio di rifarsi alla natura, Noverre esortava a liberare il corpo della ballerina dalle vesti pesanti e ingombranti e dalle maschere e dalle parrucche che nascondevano le forme naturali, ma in realtà nei movimenti delle danze il risultato fu quello di un maggiore sviluppo della pantomima e non tanto la riunificazione delle tre arti della musica, del teatro e della danza: l’espressione dei sentimenti era intesa come un’imitare la natura, quindi si cercava il modo di riprodurre le emozioni naturali per farle sembrare vere, ma alla fine si realizzava un nuovo artificio.

Durante il Rinascimento nelle corti italiane si sviluppo una forma ricercata di ballo che prevedeva norme da seguire e un certo studio di passi e movimenti. La danza infatti era ritenuta una vera e propria forma di educazione.

Nei primi anni del secolo XIX un coreografo napoletano in qualche modo opero per la riunificazione delle tre arti: Salvatore Vigano. Inoltre un altro napoletano, Carlo Blasis, adeguava le forme virtuosistiche della danza classica ai nuovi parametri di espressività e di adesione alla natura propri dell’Illuminismo e realizzo una delle pose principali della danza classica: l’attitude, intesa come espressione di un dinamismo che tende verso il cielo.

Durante l’Ottocento, inizia a diffondersi il Balletto Romantico, basato su una nuova sensibilità, una nuova visione del mondo più libera ed appassionata, che rompe le vecchie certezze legate al sistema normativo tradizionale.

E del 1832 la messa in scena all’Opéra di Parigi di La Sylfide il primo esempio di balletto romantico. La sensibilità e la grazia che caratterizzavano il nuovo stile, si sposano a una tecnica rigorosamente classica che trova nelle punte, nell’arabesque, nel port de bras i suoi principi fondamentali.

Ottocento, facendo San Pietroburgo un punto di passaggio obbligato per tutti i coreografi e i solisti più rinomati d’Europa e la stagione di Petipa coincide con l’introduzione del balletto romantico in Russia, che riprende quindi i capolavori del balletto romantico come La Sylphide, Giselle Copellia, Le Corsaire, La Esmeralda. Sono suoi e del musicista Pëtr Il'ič Čajkovskij capolavori Don Quichotte, La Bayadère, La bella addormentata, Lo Schiaccianoci e Il lago dei Cigni , tuttora rappresentati nei migliori teatri del mondo ancora con le sue coreografie.

Nascono il metodo di insegnamento.

• russo dalla danzatrice e maestra Agrippina Vaganova,

• inglese, della Royal Academy of Dance ,

• danese, ideato dal grande coreografo August Bournonville nel XIX secolo,

• italiano, denominato metodo Cecchetti, dal maestro Enrico Cecchetti,

• Negli Stati Uniti d'America

• Il metodo americano, il più recente, deriva dalla scuola russa importata in America dal

• grande coreografo George Balanchine che nel 1934 fonda la School of American Ballet

• Lo stile francese, che non è un metodo, prende spunto dal metodo Italiano ma con una maggiore attenzione rivolta alla morbidezza delle linee delle braccia.

La danza classica è una danza d'école (scuola) basata sul principio fondamentale dell'en dehors (in fuori). Utilizzando l'en dehors le gambe devono mostrare al pubblico la loro parte interna e per fare questo la coscia deve ruotare all'esterno di 90° rispetto all'asse del corpo. Si raggiunge più facilmente l'en dehors, che equivale alla rotazione del femore verso l'esterno, stringendo i muscoli che formano la cintura addominale e i glutei e mantenendo la colonna vertebrale eretta. La testa deve essere in linea sulla stessa verticale dei piedi, in posizione naturale. L'en dehors non è una semplice convenzione, ma è necessario per dare agli arti inferiori del danzatore libertà di movimento in ogni direzione, permettendo alla testa del femore di ruotare liberamente e completamente nel suo acetabolo.

La posizione si ottiene dopo anni di studio ed è legata alla conformazione fisica di ogni danzatore. Un buon en dehors si ottiene eseguendo particolari esercizi studiati apposta per ruotare la coscia senza stirare i tendini o strappare i muscoli.

Inoltre è fondamentale la postura del busto, che deve essere sempre eretto e allungato verso l'alto. Le spalle devono essere tenute abbassate e aperte, il collo sostenuto in allungamento; per le scapole esistono almeno due filoni di pensiero: uno le vuole appiattite nella schiena e l'altro le utilizza come delle molle a seconda della dinamica che si vuole imprimere all'evoluzione tecnica. È importante posizionare la linea delle spalle sempre in linea con in fianchi, con i muscoli addominali e glutei contratti; questa posizione, che pu sembrare innaturale, ò è però necessaria a mantenere l'equilibrio del ballerino durante le evoluzioni. Le sei posizioni di base Tutte le posizioni vengono eseguite con le gambe tese, i glutei contratti,il petto rilassato non in fuori,gli addominali tenuti e le caviglie sostenute.Le posizioni sono:

• Prima posizione I piedi sono in linea con le punte rivolte lateralmente, tenendo ben tese le gambe, con le ginocchia e talloni uniti.

• Seconda posizione Come la prima posizione, ma i piedi sono posizionati alla distanza di un piede tra di loro.

• Terza posizione I piedi mantengono la rotazione delle posizioni precedenti, e si posizionano tenendo i talloni uno di fronte all'altro. La posizione si dirà destra o sinistra a seconda del piede avanti.

• Quarta posizione I piedi mantengono la rotazione delle posizioni precedenti, e si posizionano uno di fronte all'altro, tenendo in linea il tallone del piede avanti con la punta di quello dietro. La posizione si dirà destra o sinistra a seconda del piede avanti.

• Quinta posizione Come la quarta posizione, tenendo i piedi uniti, senza distanza tra loro. La posizione si dirà destra o sinistra a seconda del piede avanti.

• Sesta posizione (introdotta nel XX secolo) I piedi sono paralleli, uniti, non si ha rotazione. La prima e la seconda posizione parallela sono posizioni di comodità che servono solo per il riscaldamento(solo ad alcuni insegnanti). La terza posizione è stata ormai abolita e utilizzata nella pratica del balletto solo come introduzione alla quinta posizione e quindi nei primi anni di studio.

Fra il 1909 e il 1929 è artefice di una vera e propria rivoluzione in senso "moderno" della danza classica, con l'assunzione di movimenti non canonici, per non dire addirittura "antiaccademici" e una forte rivalutazione delle potenzialità espressive e drammatiche della danza. Negli Stati Uniti d'America, nel 1934 George Balanchine fonda la School of American Ballet.

• Il metodo americano, il più recente, deriva dalla scuola russa importata in America dal grande coreografo George Balanchine. Lo stile francese, che non è un metodo, prende spunto dal metodo Italiano ma con una maggiore attenzione rivolta alla morbidezza delle linee delle braccia. Più tardi, nel 1947, insieme a Lincoln Kirstein fonda la Ballet Society che diventerà l’anno successivo ( 1948 ) il New York City Ballet. In seguito nacquero tante compagnie di balletto in altrettante città nordamericane:

• il National Ballet of Canada, a Toronto nel 1951,

• Les Grands Ballets Canadiens, a Montréal nel 1952,

• il Pennsylvania Ballet,

• a Filadelfia nel 1963

• lo Houston Ballet nel 1963.

• Nel 1956 le grandi compagnie russe,

• come la compagnia del Bol'šoj o la compagnia del Kirov (ora Mariinsky), cominciarono ad esibirsi in occidente. L’intenso spirito drammatico e il grande virtuosismo tecnico ebbero un fortissimo impatto sul pubblico. È importante citare i grandi nomi di

• Rudolf Nureyev, diventato poi direttore artistico del Ballet de l'Opéra de Paris,

• Natalia Makarova

• Mikhail Baryshnikov, poi direttore dell’American Ballet Theater, a New York.

A partire dagli anni ’60 il pubblico divenne più vario. Molti giovani cominciarono ad andare a vedere la danza in teatro. Cosi virtuosismi atletici, ritmi moderni, temi attuali, furono sempre più ben accetti. Molti balletti classici cominciarono ad essere accompagnati da musica Jazz o addirittura dal Rock'n Roll.

Tuttora i ballerini spesso perfezionano di più la tecnica piuttosto che l’espressività, ed è per questo che spesso il termine “danza” viene confuso come sinonimo di esercizi o di ginnastica artistica..

Questa trasformazione ha dato maggiore impulso allo sviluppo della danza moderna, la quale da parte sua, fin dall'inizio del Novecento e nel corso di tutto il secolo ha contribuito moltissimo alla spinta in avanti in senso moderno della danza classica. Tuttora i ballerini spesso perfezionano di più la tecnica piuttosto che l’espressività, ed è per questo che spesso il termine “danza” viene confuso come sinonimo di esercizi o di ginnastica artistica.

All'inizio del XX secolo, il desiderio di cambiamento portò allo sviluppo di due correnti: quella dei Ballets Russes che proponeva un rinnovamento dall'interno, e quella che sosteneva la creazione di una nuova danza - DANZA MODERNA Con il termine danza moderna si definiscono generalmente gli sviluppi della danza che, a partire dalla fine del XIX secolo, portarono ad un nuovo modo di concepire la danza di scena, in contrapposizione al balletto classico-accademico .

Nata come ribellione nei confronti della danza accademica, ritenuta troppo rigida e schematica, la danza moderna intendeva procedere alla ricerca di una danza libera, che inizialmente veniva spesso praticata attraverso la provocante forma dell'assolo, eseguito spesso in spazi non teatrali, per marcare un forte contrasto con lo sfarzo dei grandi balletti.

Nei primi trent'anni del Novecento si assistette all'introduzione di numerose innovazioni per opera del compositore e didatta svizzero Jaques-Dalcroze , delle ballerine statunitensi Loïe Fuller , Isadora Duncan e Ruth St. Denis e della tedesca Mary Wigman , poi seguite da Martha Graham e Doris Humphrey , si imposero sulla scena mondiale sviluppando particolari stili di danza libera che poi diedero origine ad una modern dance caratterizzata da una propria estetica e da propri schemi espressivi ed educativi.

Non si trattava inizialmente di una rivolta volutamente contro, ma del risultato di una serie di cambiamenti del pensiero che trovarono una base feconda in particolare nelle teorie del francese François Delsarte , diffuse in America fra il 1830 e il 1870 tramite alcuni suoi allievi e discepoli. In Europa queste tendenze, reimportate e rielaborate da Émile Jaques-Dalcroze e Rudolf von Laban, segnarono la strada del cambiamento, corredate da metodi di insegnamento che gradualmente portarono all'affermazione della danza moderna e in particolare della danza espressionista .

La storia della danza moderna può essere suddivisa in tre periodi:

• il periodo di rottura con il balletto classico e di ricerca, risalente alla fine del XIX secolo e inizi del XX.

• il periodo di definizione delle tecniche, tra gli anni trenta e gli anni quaranta .

• il periodo di innovazione, che va dal secondo dopoguerra ad oggi. Bisogna fare un'ulteriore distinzione fra la danza moderna statunitense e la danza moderna centroeuropea. Grazie ai numerosi scambi culturali fra gli artisti, i rapporti fra i due continenti sono sempre rimasti costanti.

• Isadora Duncan, si sbarazzò per prima delle scarpette con le punte e del tutù. Andò in scena a Parig i , nel 1900, a piedi nudi, con i capelli sciolti e vestita di un'ampia tunica poiché voleva ritrovare i gesti naturali ed esprimere le passioni imitando i movimenti dei danzatori greci dell'antichità. La Duncan sosteneva che la fonte di tutti i movimenti corporei risiedeva nel plesso solare, per questo motivo propose una danza in cui fosse possibile muoversi ora contrapponendosi alla forza di gravità, ora assecondandola.

• La danza moderna usa indifferentemente un linguaggio codificato, come nel caso del balletto classico, e l'improvvisazione estemporanea. I movimenti di danza moderna hanno tuttavia, anch'essi, una "grammatica" precisa. La tecnica Graham, per esempio, non è affatto danza "libera" alla maniera di una Isadora Duncan né un "linguaggio personale", ma una vera e rigorosa tecnica di danza. Stesso discorso vale per la tecnica Cunningham, Horton, Lim n e tante altre sviluppatesi successivamente. Confondere danza ó moderna e danza libera è quindi un errore.

La danza moderna maturò un cambiamento significativo negli anni trenta negli Stati Uniti . A New York si sviluppò la modern dance , che si distingueva per la creazione di tecniche personali che si contrapponevano alla tradizione del balletto classico. Martha Graham , Doris Humphrey , Charles Weidman , e Hanya Holm vengono ricordati per le importanti innovazioni che portarono in questa nuova disciplina.

Questi artisti concordavano sul fatto che la danza doveva essere finalizzata all'espressione delle emozioni, obiettivo che poteva essere raggiunto solamente con la ricerca interiore e una maggiore attenzione alle capacità del corpo.

In opposizione alla danza accademica, le gambe e i piedi assunsero nel movimento un ruolo secondario, mentre venne privilegiata la parte superiore del corpo. Infine, furono rivalutate le funzioni basilari dell'essere umano, come il camminare o il respirare, giudicate parti integranti della danza moderna.

• L'americana Martha Graham creò una tecnica basata sul principio dell'opposizione contraction-release che si rifaceva al movimento naturale d'inspirazione ed espirazione; la sua danza è fatta di movimenti alterni di concentrazione (tramite la contraction) e diffusione dell'energia (release), di una gestualità forte e decisa, strettamente ancorata al suolo, sul quale i piedi appoggiano per intero, a differenza della danza accademica. Lei cercò di far rivivere nei suoi spettacoli i grandi miti tratti dalla Bibbia, dalla mitologia greca o dall'Oriente.

• Lo stile di Hanya Holm si presentava molto vario, poiché andava da creazioni con una forte componente satirica a danze ispirate a tematiche sociali. A partire dagli anni quaranta realizzò coreografie per Broadway e fu tra i primi coreografi a introdurre nei musical la danza moderna.

• Doris Humphrey, dopo aver analizzato la dinamica naturale del camminare, creò la sua tecnica basata sul principio del fall and recovery (caduta e recupero).

• Il suo allievo preferito Josè Limón.

Negli anni cinquanta, i coreografi rifiutarono le componenti psicologiche e narrative tipiche della modern dance. La ragione di questa decisione era dovuta all'intenzione degli artisti di non esprimere più emozioni ma di scoprire le numerose capacità del movimento e del corpo umano.

Per il ballerino ciò poteva comportare anche il recupero della tecnica della danza accademica. Questa nuova corrente fu definita formalismo o astrattismo. I suoi maggiori esponenti furono Merce Cunningham e Alwin Nikolais .

L'astrattismo di George Balanchine trionfa, nello stesso periodo, anche nel balletto classico. Altri danzatori fortemente innovativi ma difficilmente collocabili in un preciso movimento furono: James Waring , Paul Taylor , Alvin Ailey e Twyla Tharp . Negli anni sessanta, sulle basi - e più tardi anche in opposizione - dell'astrattismo di Cunningham e Nikolais si sviluppò la post-modern dance. Essa nacque all'interno di un nuovo movimento di innovazione interdisciplinare, che aveva come centro la Judson Memorial Church di New York. In questa fase furono rigettati tutti i presupposti tecnici e teorici fino ad allora concepiti per concentrarsi sul significato dei movimenti e dei gesti, facendo particolare attenzione a quelli quotidiani.

Il corpo si muove rispettando nuovi canoni tecnici e espressivi ma non liberamente, spinto dalla volontà di trovare un nuovo rapporto con lo spazio e con il tempo . Infatti si dà notevole importanza allo studio del movimento in quanto mezzo di analisi delle dinamiche fisiche che intervengono nello spostamento dei corpi nello spazio (come ad esempio, la forza di gravità ).

I ballerini si muovono occupando tutto lo spazio teatrale , mostrando anche il fianco o le spalle al pubblico(in contrario al ballerino classico). La posizione del busto rispetto alle gambe può variare; i danzatori possono anche ballare sdraiati sul palcoscenico , riconosce il peso del corpo il principio basilare del movimento, e dunque il rapporto con la terra vi è privilegiato. Adesso oggetti, suoni, immagini, spazi diversi del palcoscenico interagiscono con i movimenti; la danza non è più vista solo come spettacolo, ma anche come evento, performance a cui il pubblico può partecipare. I più grandi rappresentanti della post-modern dance sono Yvonne Rainer , Simone Forti, Trisha Brown, Lucinda Childs e Steve Paxton.

La danza americana degli anni ottanta era caratterizzata dall'uso di mezzi espressivi come video , fotografia e cinema . Tuttavia essa si distinguerà dalla post-modern dance per il recupero della tecnica, anche quella accademica, importantissima per raggiungere i requisiti fisici richiesti ai danzatori. Negli anni cinquanta e sessanta, in Europa , si assiste al ritorno e ad un rinnovamento della danza accademica, che spesso si amalgama con le nuove correnti americane e con il contributo di nuovi stili di danza, producendo creazioni originali e tendenze personali. Grandi coreografi, la cui attività, iniziata in questo periodo, continua nei decenni successivi, sono Roland Petit, Maurice Béjart, Birgit Cullberg, John Cranko, John Neumeier.

Negli anni settanta, in Germania , emerse il grande talento di Pina Bausch, una delle maggiori rappresentanti del Tanz theater insieme a Johann Kresnik , Gerard Bohner , Susanne Linke e Reinhild Hoffmann. La nuova danza tedesca, seguendo la tradizione espressionista d'inizio secolo, voleva rappresentare un teatro, nel quale l'essere umano si potesse esprimere nella sua dimensione quotidiana, soggettiva ed emotiva. Da questa tendenza prendono forma spettacoli multimediali e opere che si prolungano a volte per diverse ore.

A partire dagli anni sessanta, in Francia , si assiste ad una proliferazione di stili e di nuove esperienze coreografiche. Tutto ciò fu possibile per merito di Françoise e Dominique Dupuy , i quali presero ispirazione da Merce Cunningham, Alwin Nikolais, dall'espressionismo tedesco e dalla filosofia orientale. Essi sono accomunati dall'attenzione per la componente dinamica del movimento e per il differente rapporto con lo spazio.

HIP HOP

Per danza hip hop si intende una disciplina di ballo, che proviene o aderisce ai principi culturali ed estetici del movimento Hip Hop. B-boying ( Breakdance ) , Locking , Popping e Uprock sono le originali danze Hip hop "di strada" (street dance).

L'hip hop è un movimento culturale nato in prevalenza nelle comunità Afroamericane e Latinoamericane del Bronx, quartiere di New York, nell'anno 1973 . Il movimento ha probabilmente mosso i primi passi con il lavoro di DJ Kool Herc che, competendo con DJ Afrika Bambaataa, si dice abbia inventato il termine "hip hop" per descrivere la propria cultura. Cuore del movimento è stato il fenomeno dei

• Block party: feste di strada In cui i giovani afroamericani e latino americani interagivano suonando, ballando e cantando. Parallelamente il fenomeno del writing contribuì a creare un'identità comune in questi giovani che vedevano la città sia come spazio di vita sia come spazio di espressione.

Le più importanti influenze sia per la cultura che per la musica hip hop viene dal genere musicale giamaicano chiamato dub che nacque come sottogenere della musica Reggae negli anni 1960. La principale danza Hip hop è considerata il B-boying, poiché nata assieme alle altre discipline dell'Hip hop ( Dj'ing , Writing , Mc'ing ) . Nati nello stesso periodo (ma in luoghi diversi)il Locking e il Popping e C-Walking ; danze che vengono considerate da alcuni sullo stesso piano d'importanza del B-boying. Recentemente si sono sviluppati nuovi stili di danza come il New style , Krumping e House che non sono accettate da tutti come danze hip hop, poiché sviluppatisi in contesti culturali differenti da quelli originali.

Quella che viene chiamata Old school nella danza hip hop è una corrente evolutasi durante gli anni '70 e '80 su suoni funk e old school rap. Di questi stili di danza, la breakdance è la più conosciuta ed è considerata peraltro una pietra miliare della cultura hip hop tanto da essere annoverata tra le Quattro Discipline fondanti, come sopra detto. Negli anni '80 gli stili di danza funk originariamente nati al di fuori della cultura hip hop, come popping ed il locking , iniziarono ad esservi incorporati, tanto da essere sempre più ballati assieme alla breakdance stessa.

Negli anni 1990, la musica hip hop crebbe distaccandosi dal funk e facendosi più lenta, dura e aggressiva. Lo stile di danza nato da questo particolare momento storico dell'hip hop si ispirava allo stile old school , focalizzandosi su una danza in piedi opponendosi alla breakdance che andava sviluppando movimenti al suolo.

Alcuni altri stili specifici di danza new school sono il Clown Walk , Krumping e 1, 2 Step . Classificando questi nuovi stili come un unico stile di danza ha dato modo di svilupparsi anche ad un certo numero di competizioni di danzatori di questo genere, come ad esempio il francese Juste

DANZA FOLCLORISTICA

La danza folcloristica o folk ha le sue origini nella danza popolare , ma non è più eseguita solo dal popolo come la danza popolare che è una danza appartenente al popolo, creata ed eseguita dal popolo, ma si evolve la tradizione, e rimane come manifestazione folcloristica.

Le dance vengono accompagnate da strumenti musicali tradizionali tipici si danza da gruppi specializzati studiosi delle tradizioni specifiche delle loro zone di provenienza. Generalmente la danza folcloristica come anche quella popolare si è legata ai momenti di vita della comunità e viene danzata dai ballerini spesso non professionisti.

Ogni paese del mondo ha le proprie danze. In Europa tra tante altre sono le danze

• francesi, basche, russe, serbe, rumene, ungheresi, greche, spagnole, ecc.

In Italia esistono aree culturali in cui le danze tradizionali sono ancora oggi vive e praticate da gruppi folkloristici e a volte anche dalla comunità.

Le più conosciute sono

• pizzica, tarantella

Nei vaie paesi del mondo

• Georgia, Turchia, Africa, Orientali, Caraibi, Sud America, China, India, America Country, Oceania ecc